BIOGRAFIA

ATELIER LUSE di Luana Segato

La sua ricerca è basata su un supporto, la tela, che proprio a Venezia si diffuse fortemente sul finire del’400. I teleri veneziani presero piede allorchè i clima lagunari danneggiarono gli affreschi del secolo precedente. Partendo da questo contesto storico, l’artista elabora l’idea di tela contemporanea, una tela “spaziale” per plasmare, occupare, invadere. L’opera è come un tappeto dipinto che veste e preserva un luogo; un supporto creato con pezzi di stoffa, a volte vecchie tele unite tramite vistose cuciture e fili per creare una base dove vengono raffigurati soggetti veneziani e i canali della città.

L’artista smembra, mutila, ripara e ricostruisce lo spazio per dimostrarne le immense potenzialità, il riuso e la riflessione sul cambiamento, nell’opera di Luse, arrivano fino alle sue creazioni “tascabili”, i libri d’artista in cui le pagine sono brandelli di tela da sfogliare e ammirare come la miglior essenza del lavoro di un’appassionata della mutazione. I suoi libri d’artista sono opere in se stesse, da toccare e vivere per comprendere che l’arte non è solo rappresentazione: è lo spazio illimitato e infinito in cui il futuro e i punti di vista non hanno confine.

EN

ATELIER LUSE di Luana Segato

Her particular area of interest and research is the painter’s canvas, wich began to began to be widely adopted in Venice around the end fifteenth century. Venitian canvas makers began to thrive when the damp climate of the lagoon started to damage the frescoes of previous centuries. Taking this historical context as her starting point, the artist develops her concept of a contemporary canvas, a “spatial” canvas, with the power to shape, occupy and invade. The works are like a painted carpet that dresses and preserves a place; a support that is sometimes created using scraps of old fabrics joined together by showy stitches and threads to create a base for depictions venetian subjetcts maps and canals.

The artist dismembers, mutilates, repairs and rebuilds the space to demonstrate its great potentialities.

In Luse’s work of art, space, re-use and change reflection occur in the her “pocket-sized creations” too; the artist’s books whose pages are fabric scraps to leaf through and appreciate as the best essence of the production of a trasformation passionate. Her artist’s books are works are themselves, to touch and feel in order to realise that art is not only representation, but it is also the boundless and infinite space where the future and opinions have no limits.